Mandala
Mappa dell' inconscio
Un tracciato grafico che corrisponde alla discesa nel profondo di sé stessi.
- Funzione
- Origini
- Significato
Funzione
Con l'aiuto di colori, forme, simboli e lettere, rappresenta particolari energie.
Il Mandala può dunque mettere in contatto chi lo osserva con le energie che rappresentano e, anche quando nessuno è presente ad esserne direttamente consapevole, esso opera direttamente sullo spazio.
Secondo la concezione vedica infatti, lo spazio è consapevole e percepisce tutto ciò che in esso si trova.
Il Mandala è l'immagine sia dell'anima che del cosmo.
In quanto immagine dell'anima, rispecchia energie psichiche e spirituali mentre, come immagine del cosmo, simboleggia le energie dell'universo e la loro natura.
Ecco che in esso si manifesta lo stretto legame che intercorre fra lo spazio interiore della mente e dell'anima e lo spazio fuori di noi, quello dell'universo.
Nelle filosofie orientali il Mandala viene utilizzato come mezzo per la meditazione, strumento attraverso il quale l'essere libera lo spirito, purifica l'anima, entra in comunione con tutte le forze positive presenti nel cosmo. Basta semplicemente osservarlo, lasciando che esso "agisca" in noi.
Anche nella pratica dello Yoga dunque, il Mandala ricopre il ruolo di sostegno iconografico alla meditazione.
Meditando sui Mandala possiamo collegare le energie positive di microcosmo e macrocosmo, aumentando la nostra salute mentale e fisica e anche proteggere e armonizzare il sistema ambientale del nostro pianeta.
Meditare su un Mandala trasforma anche la nostra consapevolezza.
La funzione a cui le rappresentazioni mandaliche in genere sono adibite è ben definita dal termine "Psicocosmogramma": nell'atto della contemplazione di tali immagini viene compiuto un rituale attraverso una sorta di doppio movimento psichico: il primo passo consiste nel far rifluire le esperienze psichiche in un unico punto di concentrazione (il Centro del Mandala, identificato con l'Axis Mundi, punto di congiunzione tra Cielo e Terra, tra Uomo e Dio), fulcro da cui ripartire, attraverso un movimento opposto al primo, con lo scopo di armonizzare le forze contrastanti inerenti la natura del contemplante, e questo tramite l'utilizzo dell'ordine espresso nella rappresentazione mandalica.
Il Mandala diviene quindi espressione simbolica dell'esistenza individuale e universale.
Nell'ambito della rappresentazione mandalica quest'unità viene espressa tramite l'immagine della totalità di Cielo, Terra e Uomo, tutti uniti nelle rispettive differenze.
In tal senso il Mandala diviene espressione di quella concezione del "sacro" (termine che etimologicamente indica ciò da cui l'uomo deve stare lontano) che conduce l'uomo a comporre nell'unità quello che gli è vicino e quello che, celandosi nell'apparenza del fenomeno, lo trascende e diviene impossibile percepire.
Quindi il simbolo non è mai qualcosa di definito, al contrario, si dà nell'evento che unisce le differenze.
Infatti il campo prediletto del simbolismo è il non sensibile, il metafisico, l'incosciente e tutte quelle cose assenti ed impossibili da percepire unicamente attraverso la logica della spiegazione.
In questo senso il simbolo mandalico non può essere spiegato nè interpretato: il Mandala è simbolo proprio perchè non definisce e non spiega ciò che è complesso; esso lascia intravedere un'unità che non è chiara e distinta come le categorie della logica, è piuttosto un'unità armonica delle differenze che racchiude in sè tutta quell'ambivalenza del sacro che la coscienza umana ha espulso dalla sua sfera d'indagine.
La via simbolica tracciata dal Mandala è dunque quella dell'equilibrio e dell'integrazione degli opposti: della vita terrestre con quella universale, della natura umana con quella divina, della divinità con il demone.
Il Mandala è una via all'introspezione alla guarigione e all'espressione di sè.
La pratica meditativa o anche la pratica del costruire un Mandala hanno un potere risanante, un potere ricostruttivo là dove regna il caos.
Il Mandala è un cerchio magico che, secondo la tradizione hindu, assicura la protezione da tutte le forze maligne.
I Mandala possono essere utilizzati appositamente per modificare lo spazio e le sue energie. Si accede per questo scopo alle forze cosmiche che agiscono nella casa e alle quali appartengono gli elementi, i pianeti e le loro entità dominanti. Ognuno di questi principi e influssi dell' universo ha il proprio Mandala specifico, che può essere quindi usato come strumento finalizzato al miglioramento delle energie presenti nello spazio che ci circonda. Tali strumenti sono detti Yantra... La parola sanscrita "yantra" deriva dalla radice "yam" che significa sostenere, reggere o sorreggere l'energia inerente in un particolare elemento, oggetto o concetto… Gli yantra mistici sono gli strumenti principali della disciplina meditativa.
Fondamentalmente, uno yantra usato in questo contesto e a questo scopo è un disegno geometrico astratto che funge da "strumento" per la meditazione e per lo sviluppo della consapevolezza…ogni yantra è un recinto sacro...
I simboli come il Mandala e lo yantra sono dei trasformatori della nostra energia psichica; tali simboli ci permettono di scoprire una "parte mancante dell'uomo" che rende la vita gioiosa, radiante e piena di significato.
Origini
Non vi è al mondo un altro disegno simbolico così universale come il Mandala; esiste da sempre, compare in tempi diversi e in ogni cultura visto che il più antico Mandala sin qui conosciuto è una "ruota solare" paleolitica scoperta nell'Africa del sud. Ma mirabili esempi di Mandala cristiani si trovano già nel primo Medioevo, mostrando per lo più Cristo nel centro ed i quattro evangelisti o i loro simboli ai quattro punti cardinali.
Inoltre possiamo osservare figure mandaliche nei rosoni delle nostre chiese, nei labirinti, nelle forme di certi templi, come pure nei siti etruschi e romani. Anche la natura attorno a noi spesso si presenta sotto forme mandaliche: nella frutta, nelle pietre, nei fiori, tra gli alberi, su nel cielo. Oltre ad essere disegnati i Mandala vengono anche "vissuti": in India esiste la danza del Mandala, tra gli indiani Navaho la persona da curare viene collocata al centro del cerchio disegnato sul terreno mentre in occidente l'idea del centro e del cerchio protettivo si ritrova in numerose danze popolari oltre che nel girotondo dei bambini.
I Mandala hanno una tradizione antichissima e, nello scorso secolo, anche un grande studioso della psicologia occidentale ne ha fatto uno strumento di studio delle personalità dell'uomo. Si parla dello psicanalista svizzero Carl Gustav Jung, che sull'argomento ha scritto 4 saggi dopo averli studiati per oltre venti anni. Secondo Jung durante i periodi di tensione psichica figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore.
Il simbolo del Mandala, quindi, non è solo un'affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un'azione sull'autore del disegno perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l'immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la "dispersione" e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall'esterno. Una forma archetipica dell'inconscio, presente quindi sotto forme diverse in tutte le culture e nella psiche individuale.
Ma c'è di più: oltre ad operare al fine di restaurare un ordinamento precedentemente in vigore, un Mandala persegue anche la finalità creativa di dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico. Come afferma Marie-Louise Von Franz (allieva di Jung), il secondo aspetto è ancora più importante del primo ma non lo contraddice poiché, nella maggior parte dei casi, ciò che vale a restaurare il vecchio ordine, comporta simultaneamente qualche nuovo elemento creativo.
Significato
Il simbolo è da sempre strumento ottimale per entrare in comunicazione profonda con piani diversi della realtà: è descrittivo ma diviene evocativo, è visibile, ma rimanda all'invisibile.
Irrompendo dentro la psiche, emozionandola e dinamizzandola, spezza gli schemi razionali costrittivi e rimanda l'uomo alla sua dimensione divina.
Il Mandala è un diagramma di forme geometriche, proiezione della psiche, immagine sintetica e dinamica che raffigura la ricerca del sé, cioè di un centro che aggrega ed integra intorno all'essenza che lo compone un sistema complesso di relazioni in evoluzione, dove attraverso il rapporto che ciascuno elemento mantiene con il centro, tutto è connesso con tutto e l'azione di uno degli elementi si riflette su tutto l'insieme e su ciascun suo componente.
Partendo dall'etimologia, Mandala è un termine sanscrito significante "cerchio" o "ciclo" associato alla cultura veda ed in particolar modo alla raccolta di inni o libri chiamata Rig Veda che uno dei testi sacri più antichi della storia dell'umanità.
Il termine è riferito al sole, alla luna e alla ruota.
Con Mandala si intende una struttura circolare con tutte le sue parti componenti equidistanti dal centro. Secondo i buddhisti rappresenta il processo secondo cui il cosmo si è formato dal suo centro; si tratta quindi di uno "spazio sacro", rappresentazione dinamica del Cosmo ma anche rappresentazione della vita umana, secondo il principio di equivalenza tra macrocosmo e microcosmo, identificando la vita cosmica con quella umana, in quanto quest'ultima è opera divina.
Attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente. I buddhisti riconoscono, però, che i veri Mandala possono essere solamente mentali, le immagine fisiche servono per costruire il vero Mandala che si forma nella mente della gente e vengono consacrate solo per il periodo durante il quale è utilizzato per il servizio religioso.
Nell'esperienza religiosa orientale i Mandala vengono utilizzati per delimitare uno spazio sacro, o, più sovente, per aiutare il meditante a visualizzare in modo simbolico i diversi piani della realtà e le loro reciproche relazioni, fino a cogliere sinteticamente, dopo il lungo itinerario interiore, la realtà suprema dell'intero universo.
Il termine Mandala si ritrova in varie culture, tra cui quella buddhista, mentre il corrispettivo induista è lo Yantra (letteralmente "strumento").
Lo Yantra è simile al Mandala, tuttavia le due tecniche si differenziano per la complessità: lo Yantra è molto più schematico, limitandosi ad usare figure geometriche e lettere in sanscrito, mentre nel Mandala sono rappresentati anche -in maniera talvolta particolareggiata- luoghi, figure ed oggetti.
Fuori del tempo e tuttavia ben ancorato al presente, il Mandala è la via che conduce alla perfezione interiore.
Bibliografia:
M. Eliade "Il sacro e il profano" ed. Borighieri;
U. Galimberti "La terra senza il male" ed. Feltrinelli;
C.G. Jung "Simbolismo del Mandala" Opere vol .9 ed. Boringhieri;
M. Khanna"Yantra", ed. Mediterranee.